81° Keslov

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81° Keslov

Messaggio Da Grimgor il Lun Mag 19, 2008 2:59 pm

Sistema Keslov
- Signore, abbiamo ricevuto una richiesta d'aiuto da quetse coordinate. -
Il generale Blemure esaminò il D-Pad che l'assistente gli aveva passato. Con una smorfia lo ridiede all'ufficiale.
- E' impossibile. -
- Ma signore.. -
- Ho detto che è impossibile. Sarà stato un errore di trasmissione. Ignorate tutti i segnali provenienti da quelle cordinate. -
Visibilmente scosso, l'ufficiale alle comunicazioni uscì dall'ufficio.
Il generalesi alzò dalla poltrona, si versò del vino d'annata in un raffinato bicchiere e andò all'enorme vetrata che dava sulla base.
- Alla tua figlio di un cane. -
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^


Il colonnello Marcus stava osservando con il magnoculo, ciò che una volta fu Ephraestos, la città più grande del pianeta. Il clima favorevole e le grandi pianure caratteristiche di quella zona, avevano fatto sì che la città si espandesse per centinaia di kilometri, inglobando diversi piccoli paesi, arrivando fino ai monti Beor, più a nord. Cupole, ciminiere ed altri palazzi delimitavano la zona lavorativa, mentre spiazzi, gruppi di alberi e piccole costruzioni caratterizzavano la parte della città dedicata allo svago. Il resto era un incubo. Case fatiscenti, vie strette, bettole, fogne e discariche a cielo aperto erano il regno dei poveri. Il 60% della metropoli era composto da zone povere, nelle quali delinquenza e miseria la facevano da padrona. L'economia della città era saldamente in mano degli imprenditori locali, poco inclini a preoccuparsi dei milioni di senzatetto e disoccupati presenti in città.
Questo era ciò che fino a poco tempo fa succedeva in periodo di pace.
Ora, con l'arivo della guerra, tutti i cittadini erano finalmente alla pari. I palazzi sventrati dai bombardamenti, gli alberi consumati dalle fiamme ciminiere e cupole distrutte dalle granate facevano da sfondo alla tragedia della guerra. Nuvole di cenere si erano alzate fino al cielo, oscurando il sole, per poi ricadere lentamente a terra, ricoprendo gli orrori della battaglia. Il nemico aveva attaccato circa 2 mesi prima, alternando bombardamenti a tappeto, ad attacchi lampo, atti a scompaginare la linea di battaglia. Fin'ora l'81° era riuscito a respingere il nemico, ma il tempo sembrava essere contro di loro. Le munizioni scarseggiavano, le malattie si diffondevano tra i soldati, come tra i civili, mietendo centinaia di vittime ogni settimana. Eppure da Keslov non giungevano gli aiuti.

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Re: 81° Keslov

Messaggio Da Grimgor il Mar Mag 20, 2008 2:26 pm

Tratto dal diario personale del fante semplice Kristen Girfar

" E' un incubo. Ogni giorno teniamo la testa bassa, aspettando che i bombardamenti cessino. Ogni notte montiamo la guardia alle trincee. Urla di dolore e grida spettrali accompagnano i miei sogni, mentre temo per la mia vita. Quando sorge il sole, troviamo qualche nostro compagno ucciso in maniera orribile. Hans è stato impiccato con i propri intestini. Glia hanno portato via ogni vestito, in modo tale che potessimo vedere fin nel più piccolo particolare ciò che gli avevano fatto. Un taglio sul viso gli disegnava un orrido sorriso, come a prenderci in giro per ciò che ci sarebbe successo. Avvicinandoci, ci siamo resi conto che era ancora inspiegabilmente vivo.
Strane flebo e piccoli tubi fuoriuscivano e rientravano nel suo corpo, tenendolo in vita oltre ogni spiegazione. Era orribile a vedersi: mosche grandi come un pollice gli ronzavano attorno alle orbite vuote e infette, mentre larve di ogni sorta scaturivano semplicemente dalle sue carni. Il Caporale Treval ha cercato di staccare il poveretto dai quei macchinari infernali. Grosso errore. Non appena lo toccò, esplose, inondando il caporale e altri 2 con sangue, budella e strani umori. Le urla si sentirono fino al campo base, parecchio più indietro. I colpiti cominciarono a sciogliersi come sotto l'effetto di qualche strano acido. cercammo di aiutarli, ma quando arrivò l'acqua, era gatto troppo tardi. Di loro non rimase che un mucchietto di tessuto e poche ossa scampate all'azione dell'acido. Da quel giorno abbiamo ricevuto l'ordine di non toccare gli sfortunati che troviamo di fronte alle nostre trincee. I loro lamenti e le loro richieste d'aiuto ci perseguitano, mentre restiamo impotenti di fronte alle loro sofferenze. E' un incubo."

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Re: 81° Keslov

Messaggio Da Grimgor il Mer Mag 21, 2008 3:31 pm

Il primo attacco avvenne durante le ore che precedono l'alba, ore nelle quali gli uomini sperano di poter vedere la luce del sole ancora una volta. Per molti non fu così, purtroppo. Soldati in uniforme rosso sangue caricarono attraverso la zona di nessuno, portandosi velocemente a contatto con le trincee imperiali. Usando granate e lanciafiamme, i nemici riuscirono a crearsi un varco attraverso la prima linea di difesa dell'81°, arrivando fino alle trincee di riserva, situate circa mezzo kilometro più all'interno della città, nella zona povera attorno ad un'enorme fabbrica di mezzi industriali. Fortunatamente un contrattacco da parte del 4° e 5° plotone in combinata con i mezzi corazzati Leman Russ del Capitano Oternar, respinsero il contingente avversario, obbligandolo ad una ritirata attraverso la zona appena strappata al controllo del Keslov. Quel giorno centinaia di nemici vennero massacrati dal fuoco incrociato degli Imperiali, che, nel frattempo, erano riusciti a riconquistare le trincee, tagliando fuori un intero reggimento avversario. Dopo circa 2 mesi di conflitti tra le artiglierie e sporadiche schermaglie, finalmente il nemico si era mostrato in tutta la sua potenza. Nonostante avessero subito un numero impressionante di perdite, le truppe nemiche erano comunque state in grado di tenere testa al Keslov su due fronti, per più di 3 ore. Vennero catturati 5 ufficiali nemici. Questi, ovviamente, si rifiutarono di parlare, nonostante i metodi usati dal Commissario Kentor fossero piuttosto " convincenti ". Alla fine della giornata seguente allo scontro, gli ufficiali venero giustiziati.


Entrando nell'ufficio, il Commissario si tolse il cappello e se lo mise sotto il braccio, sfilandosi nel frattempo i guanti. Il Colonnello Marcus era indaffarato. Carte e mappe di ogni genere erano sparse sul tavolo, ufficiali di ogni grado andavano avanti e indietro, portando D-Pad, radio o mucchi di scartoffie, il vociare dei presenti copriva il fragore del bombardamento, il fumo giallo dei sigari stagnava nell'ufficio, basso e puzzolente. Arricciò il naso e si avvicinò al Colonnello.
- Buongiorno Kentor. Spero che stamattina sia di buon umore, dato che i nostri amici la fuori hanno deciso di farci dei regali. Li sente? Macrogranate da circa 10 tonnellate l'una stanno martellando le posizioni dei miei ragazzi. E noi cosa facciamo? Stiamo qui ad ammuffire, sperando che prima o poi quei maledetti cani facciano la mossa sbagliata, in modo tale da poterne approfittare. -
- Beh, signore, credo che l'unica via per riuscire ad ottenere la vittoria, sia quella di aspettare e colpire a momento debito. In fondo stiamo combattendo una guerra di trincea e non possiamo permetterci di correre verso le loro posizioni, sperando che non ci vedano. -
- Non era questo che intendevo, Commissario. Semplicemente vorrei poter prendere a calci nel culo...ehm...volevo dire il "sedere" i nostri avversari. -
Sorridendo, il Commissario mise una mano sulla spalla dell'ufficiale.
- Non si preoccupi, Colonnello, del suo linguaggio poco raffinato. Oramai mi sono abituato a voi soldati e ai vostri scatti d'ira. -
- Grazie mille Kentor. Mi rendo conto che ogni tanto esagero, ma i miei uomini stanno perdendo la vita per salvare questo dannato pianeta dalle orde del Caos. E cosa fanno i nostri superiori? Ci ignorano! Da quando siamo approdati in questo posto dimenticato dal'Imperatore, ho cercato di contattare lo Stato maggiore, purtroppo senza risultato. Stiamo combattendo per gente che non abbiamo mai conosciuto, per un mondo che non ci appartiene e non riceviamo rinforzi da 2 mesi. La situazione sta diventando sempre peggio. Oltretutto questi dannati bastardi non fanno altro che uccidere i miei uomini di notte, prelevandoli dalle loro postazioni e torturandoli in maniera orribile. Ho dovuto porre fine alle vite di molti di loro con le mie stesse mani. Non reggevo nel vederli soffrire così tanto. - Un'espressione che testimoniava un tumulto di sensazioni sepolte, comparve sul volto del Colonnello. Voltandosi, ripensò al primo dei propri uomini che aveva dovuto uccidere. Era stato trovato legato con del filo spinato a delle cariche esplosive di basso potenziale, ma comunque letali. I genieri del reggimento non riuscirono a trovare una soluzione per il povero ragazzo. Addolorato, Marcus estrasse la pistola automatica e l'appoggiò alla fronte del soldato. Mormorando una preghiera al Santo Imperatore premette il grilletto.

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Re: 81° Keslov

Messaggio Da Grimgor il Gio Mag 22, 2008 3:20 pm

Rickter teneva la posizione da svariato tempo. Erano passate ore da quando aveva dato il cambio a Trendor al posto di guardia. Per sua fortuna, quella postazione era sempre stata molto tranquilla e, finora, non aveva subito attacchi. L'aver sorvegliato la zona tutta la notte pesava gravemente sull'attenzione che la Guardia riusciva a mantenere sulla zona dim fronte a lui. Sbadigliò e si distese, dando le spalle al campo di battaglia, senza accorgersi della squadra di infiltratori che si stava avvicinando.


Si stavano avvicinando. Baionette inastate, maschere a foggia di demone ghignante ed uniformi color sangue rappreso, ispiravano terrore in chi li affrontava. Il Patto di Sangue aveva inviato squadre di incursori lungo tutta la linea di trincee, con lo scopo di zittire le sentinelle notturne e di prendere di sorpresa la Guardia Imperiale. La loro azione non doveva distruggere il nemico, ma terrorizzarlo, facendogli credere di non essere al sicuro da nessuna parte, che in ogni momento avrebbero potuto essere attaccati, senza possibilità di potersi difendere.

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Re: 81° Keslov

Messaggio Da Grimgor il Mer Mag 28, 2008 2:57 pm

Kreen si stava avvicinando di soppiato alla trincea, circondato dalla propria banda. Strisciavano attraverso le strade distrutte, crateri e trappole anticorazzato. La loro avanzata era coperta da un sottile strato di nebbia che indugiava nella zona di nessuno tra i 2 schieramenti. Un piccolo segnale da parte dello scout che li precedeva, lo fece immobilizzare, imitato dalla squadra.
- Sentinella a ore 11, circa 70 metri dalla nostra posizione - bisibigliò lo scout.
- Avviciniamoci ancora. Tlur prepara il fucile. Al mio segnale elimina la sentinella. -
- Ricevuto. -
Deviarono leggermente a destra, tuffandosi in un cratere. L'acqua fangosa arrivava alle caviglie. Osservando meglio, notò Kreen, quella non era solo acqua e fango, sembrava sangue. Sorrise soddisfato dalla scena che si trovava di fronte. Soldati imperiali terribilmente torturati, appesi a lunghi pali, punteggiavano la linea di trincee, quasi a testimoniare gli orrori perpetrati dal Patto di Sangue. I loro lamenti pervadevano l'aria, distraendo le sentinelle, oltre a distruggere il morale.
- Uccidilo. - fu l'ordine che diede prima di caricare verso le trincee, accompagnato dai suoi uomini.

Il proiettile centrò in pieno la sentinella, che morì senza un rumore. Contemporaneamente, la banda di Kreen uscì dal cratere e cominciò a correre verso la trincea ormai prossima.

Un tonfo sordo fece sussultare Rickter. Afferrò il fucile e si guardò attorno. La nebbia lo circondava da tutti i lati, impedendogli la vista. Passi. Decine di passi alla sua sinistra. Un urlo. Alzandosi dalla propria posizione, scattò verso il dispositivo di allarme. Colpi di arma da fuoco raggiunsero la sua vecchia postazione, crivellando l'insenatura nella quale si trovava fino a poco fa. Il getto di un lanciafiamme distrusse una postazione di arma pesante, facendo detonare le munizioni, che presero a schizzare da tutte le parti, ferendolo ad una gamba. Gli uscì un grido. In risposta, altri colpi vennero sparati nella sua direzione, mancandolo per poco. Strisciò verso l'allarme manuale e prese a girare la manovella. Il lamento della sirena riempì gli spazi angusti della tincea, annunciando l'attacco nemico. Orgoglioso di sé fece per girarsi, pronto ad affrontare il nemico, in attesa dei rinforzi.

La spada potenziata di Kreen si conficcò a fondo nell'imperiale che aveva fatto scattare l'allarme. Il fucile laser scivolò a terra dalle mani tremanti del soldato, mentre sangue sgorgava dai lati della sua bocca ed un'espressione sorpresa gli si dipinse sul volto. Spingendo via il cadavere con un calcio, Kreen proseguì verso la zona più interna della trincea, pronto a portare distruzione in nome di Khorne.

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Re: 81° Keslov

Messaggio Da Grimgor il Ven Giu 06, 2008 2:10 pm

Il commissario Kentor si stava aggirando nella trincea. Soldati stanchi a causa della guardia notturna si dirigevano verso le brandine, prontamente sostituiti da uomini più freschi. Un attendente gli porse una tazza di caffè bollente e i d-pad con le informazioni della mattinata. Lesse distrattamente i dispacci, assaporando il gusto forte della caffeina mista al sapore metallico della tazza. Un'esplosione proveniente da est lo fece sobbalzare, lasciando cadere a terra la tazza. Prontamente estrasse la spada e la pistola.
- Uomini! Alle armi, siamo sotto attacco! Le squadre d'assalto si preparino immediatamente! Pronti a respingere il nemico! -
Subito partì verso la zona dei combattimenti, seguito da 10 uomini equipaggiati per gli scontri nelle trincee.

Kreen evitò il colpo di ritorno della Guardia, deviando la baionetta diretta alla gola. Roteò su se stesso e decapitò l'avversario, inondandosi di sangue. I suoi uomini stavano intanto macellando i pochi soldati che avevano trovato nella trincea, a colpi di spada, oppure sparando a bruciapelo con i fucili d'assalto. Si voltò e diede l'ordine di mandare in avanscoperta lo scout. Gli diede un certo vantaggio di tempo e, raggruppati gli uomini, avanzò lungo la trincea, diretto al posto di comando.

Kentor guidò i propri uomini attraverso l'incubo intricato di gallerie e trincee scavate nela terreno del parco, tagliando per piccoli corridoi di collegamento tra i vari livelli di trincee.La nebbia non voleva andarsene, lasciando lui e gli uomini nella cecità totale. Arrivati ad un piccolo spiazzo, fece allargare i soldati in modo tale da coprirsi a vicenda, pronti per ogni evenienza. Aveva tentato di collegarsi con il plotone che sorvegliava quella zona, ma i suoi sforzi erano stati ricompensati da scariche elettrostatiche, senza una risposta da parte dell'ufficiale responsabile di quel luogo. Imprecando tra sé, scattò in avanti per raggiungere l'imboccatura della prossima traversina, seguito da 2 soldati. Le raffiche laser li colsero allo scoperto, falciando uno dei due soldati, mentre l'altro venne quasi tagliato a metà poco prima di trovare riparo. Kentor rispose al fuoco, abbattendo un nemico. Altre raffiche di laser e colpi di fucili più pesanti furono la risposta da parte degli avversari. Il fuoco proveniente dalla traversina aveva inchiodato alcuni uomini, lasciando, però, ad altri la possibilità di aggirare la posizione avversaria tramite un piccolo corridoio parallelo alla traversina. Staccando una granata dalla cintura, si preparò all'assalto.

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Re: 81° Keslov

Messaggio Da benny il Ven Giu 06, 2008 4:33 pm

Meriti uno spazio sul sito, bei racconti, mi sta venendo voglia di giocare al 40k...
A dire il vero ho gatto fatto un giro su ebay in cerca di aragoste ma non vorrei fare la pazzia e poi pentirmene.
Magari prima faccio un paio di partite al 40K e mi faccio consigliare. Comunque complimenti.

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Re: 81° Keslov

Messaggio Da Grimgor il Lun Giu 09, 2008 3:13 pm

benny ha scritto:Meriti uno spazio sul sito, bei racconti, mi sta venendo voglia di giocare al 40k...
A dire il vero ho gatto fatto un giro su ebay in cerca di aragoste ma non vorrei fare la pazzia e poi pentirmene.
Magari prima faccio un paio di partite al 40K e mi faccio consigliare. Comunque complimenti.




Ok.. però fammelo finire!!!!


La squadra di Kreen era riuscita ad inchiodare Kentor e i suoi uomini. I fucili d'assalto branditi dal Patto di Sangue esigevano un pesante tributo dagli imperiali che, assiepati dietro miseri ripari, venivano falciati senza pietà. Preparando la spada potenziata, partì all'assalto.

Kentor si ritrovò da solo contro gli assaltatori nemici, isolato dal resto della squadra ed in netta inferiorità numerica. La pistola aveva terminato di funzionare quando un proiettile l'aveva centrata in pieno, spaccandola in due. Ora poteva contare solo sulla propria spada a catena e su due granate. Riprendendo fiato, lanciò la granata oltre le spalle e si erse in tutta la sua altezza.
- Forza uomini! Schiacciamo questa feccia caotica! Alla carica! -
Facendo ronzare la spada caricò a testa bassa, impattando contro i nemici scampati alla sua granata.

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Re: 81° Keslov

Messaggio Da Grimgor il Mar Giu 10, 2008 3:21 pm

Una luce soffusa pervadeva l'aria attorno a Kentor. Gli occhi gli facevano male e respirare gli risultava difficile. Cercò di muovere la testa per vedere dove si trovava, ma non vi riuscì. Improvvisamente le voci di due persone fecero la loro comparsa alla sua destra. Le riconobbe. Il dottore Siland e Deminor, il suo aiutante, si stavano avvicinando.
- ...credo proprio che ce la farà. Alla fine ha la pelle dura, il bastardo. Figurati che l'hanno trovato seduto sul cadavere di un nemico, con gli occhi sbarrati e la spada ancora in pugno. Dicono che hano dovuto strappargliela dalle mani. Vediamo di sistemarlo e rimandarlo in prima linea. Tanto penso che non gli ci vorrà molto per tornare in azione, tanto più che... -
- Grazie mille dottore. Non credevo di averle dato questa idea di me. - tossì per lo sforzo.
- Ehm.. ehm... mi scusi signore non credevo che lei fosse.. cioè più che altro non intendevo.. -
- Non si preoccupi, non mi sono offeso. In fondo è questa idea di me che devo dare agli uomini. Duro come l'acciaio e altrettanto difficile da uccidere! - fece per ridere, ma sputò sangue.
- Non si sforzi Commissario, non è ancora guarito. -
"Almeno sono vivo. E ne sono felice!" Pensò kentor, contento di essere in infermeria invece che sotto terra.

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Re: 81° Keslov

Messaggio Da Grimgor il Dom Lug 20, 2008 1:55 pm

Una gabbia gigantesca venne calata dall'alto nella buca. I ruggiti dal suo interno fecavano tremare le sbarre, mentre la bestia si contorceva, desiderosa di uccidere ed assaggiare ancora una volta il sapore del sangue. nel mezzo della buca, larga circa 30 metri, si trovava un uomo eccezionale, grande 2 volte un umano normale. Stringeva una spada dall'aspetto malvagio nella mano sinistra, mentre nella destra impugnava una frusta particolare, composta da numerosi barbigli, tentacoli e ganci crudeli, capaci di strappare la carne dalle ossa.
La cassa toccò terra con un pesante tonfo e i ruggiti dal suo interno cessarono.
- Abbiamo potenziato la sua forza e la sua rabbia, Mio Lord. Ora dovrebbe rappresentare un degno avversario per Voi.-
L'uomo al centro dell'arena non rispose. Un largo sorriso senza labbra si aprì come uno squarcio sulla faccia ricoperta di cicatrici, mostrando una fila di denti perfettamente levigati e lucidi. Aveva l'aspetto di un predatore.- Annuì e la gabbia si aprì, liberando il cacciatore racchiuso. L'uomo si mise in posizione.

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